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Produco una macchina per pastifici ed inaspettatamente mi sono visto arrivare nel giro di pochi giorni, prima un atto di ricorso di contraffazione con invito a presentarmi ad una udienza civile e dopo una settimana un fascicolo contenente il brevetto che avrei violato. È regolare tutto questo? Non avrei prima dovuto essere informato dell’esistenza del brevetto?

In linea di massima il titolare del brevetto non è tenuto ad informare gli altri dell’esistenza dello stesso e può iniziare una causa di contraffazione senza avvisare nessuno. Questo si verifica in quanto i brevetti sono documenti pubblici che, teoricamente, tutti hanno modo di conoscere, per cui chi copia un oggetto brevettato commette un illecito, indipendentemente dal fatto che sapesse o meno dell’esistenza di un brevetto ad esso relativo.

Nel caso di specie, tuttavia, prima è stato inviato un atto di citazione e poi anche il testo del brevetto. Questo particolare iter avrebbe una spiegazione se il brevetto in questione non fosse ancora “accessibile al pubblico”, cosa che avviene normalmente dopo 18 mesi. Nel periodo di segretezza, infatti, chiunque può produrre legittimamente il trovato inventivo, a meno che non riceva una notifica ufficiale del testo del brevetto che segna il momento a partire dal quale ogni produzione è considerata illecita. Se questo fosse il caso concreto, prima doveva essere notificato il testo del brevetto e poi l’atto di citazione, in quanto se le due operazioni sono state effettivamente invertite, il primo atto ricevuto potrebbe essere viziato ed il procedimento civile potrebbe risultare inammissibile. Si tratta, comunque, di una situazione complicata che potrà essere risolta solo rivolgendosi ad un legale competente che, esaminati i documenti, potrà darle i consigli del caso.