Come si tutela un mazzo di carte dipinte?

Il fatto di avere “dipinto” un mazzo di carte può comportare diversi tipi di tutela a seconda di come viene interpretata la situazione. Se viene effettuata una decorazione artistica su carte da gioco già esistenti, viene realizzato un lavoro decorativo di tipo artistico che può essere protetto in virtù della legge sul diritto di autore, soprattutto se prevale il grado di manualità rispetto al dato tecnico. Se, invece, viene inventato un nuovo tipo di carte che possano dare vita ad un nuovo tipo di gioco, il discorso è diverso e più complesso. Anche se i giochi in sé e per sé non sono brevettabili, gli strumenti che servono per il loro funzionamento vengono normalmente brevettati in alcuni casi come invenzioni, in altri come modelli di utilità, in altra ancora come modelli o disegni. La prima cosa da fare è quella di vedere in che cosa consistono questi “dipinti” e solo se si tratta di una carta del tutto nuova che utilizza dei segni mai usati, che devono essere interpretati in un certo modo, magari impressi o in rilievo, si può tentare la strada del brevetto. Se, invece, queste caratteristiche mancano occorre procedere a depositare tutte le carte dipinte presso la SIAE come opere inedite, procedura questa dal costo molto contenuto e che conviene seguire anche in aggiunta alla domanda di brevetto quando ci possono essere casi di dubbio. Fatto ciò è possibile contattare le case editrici facendo loro presente di avere provveduto a depositare le carte presso la SIAE e magari inviando loro delle foto delle carte stesse.

Produciamo modellini di auto e adesso ci siamo accorti che una ditta di Taiwan ci copia spudoratamente. Per il futuro provvederemo a brevettarli, ma per il passato è tutto perduto?

In effetti la cosa giusta da fare e’ quella di brevettare il modello, magari oltre che nelle sue parti tecniche anche nella sua linea se questa ha una certa rilevanza. Il brevetto è l’unico strumento che consente di proteggere efficacemente i propri prodotti anche se, avendo una portata territoriale, non può tutelare sul territorio di Taiwan a meno che quella impresa non venda in Italia, nel qual caso violerebbe il diritto esclusivo derivante dalla privativa. Il problema che sussiste con la ditta di Taiwan al momento attuale ovvero senza aver depositato alcun brevetto in passato, è piuttosto complesso. Per prima cosa, occorre valutare dove questa impresa produce e vende e poi affrontare il problema del plagio. Se i prodotti copiati vengono venduti anche in Italia, magari tramite un’azienda locale che acquista queste auto e le immette sul mercato interno, si potrebbe valutare l’ipotesi di agire contro l’importatrice per concorrenza sleale. Questo tipo di azione è più complessa rispetto a quella prevista per la difesa di un brevetto, ma potrebbe essere teoricamente possibile, a condizione che le due auto risultino confondibili a prima vista. Se invece l’impresa in questione vende solo all’estero, occorre valutare se anche voi vendete in quello stato e se la legge locale riconosce, ed in quali limiti, la possibilità di agire con azione di concorrenza sleale per imitazione servile di prodotti.

Mi sono fatta realizzare da un orafo un anello molto particolare che oltre ad essere bello esteticamente comprende in se’ un accessorio particolare che lo rende utile per uno scopo preciso. E’ giusto registrarlo come modello?

In genere i gioielli, quali gli anelli, le collane o altri monili, vengono registrati come modello in modo da ottenere l’esclusiva sull’uso di quella particolare forma. Questo tipo di registrazione consente, però di tutelare solo la linea così come realizzata in concreto e si limita a proteggere l’aspetto del prodotto senza entrare nel merito delle sue funzionalità o delle sue particolarità costruttive. Pertanto, una tale soluzione può essere consigliabile tutte le volte in cui il gioiello ha solo una forma particolare che lo rende bello o attraente, ma non quando l’oggetto abbia anche caratteristiche tecniche. In tali circostanze risulta infatti preferibile, quando ce ne sono le condizioni, ricorrere alla tutela offerta dal brevetto per invenzione o per modello di utilità, che protegge non solo la linea ma anche le funzionalità del trovato. In pratica la differenza è sostanziale. Mentre con il modello si impedisce ad altri di fare lo stesso anello, così come realizzato, ma non si può impedire a terzi di realizzarne uno di forma diversa ispirandosi alla stessa idea di base, nel brevetto di invenzione o di modello di utilità la forma è ininfluente e quello che si protegge è proprio l’aspetto funzionale. Nel caso di specie, pertanto, è indispensabile analizzare bene il tipo di gioiello e valutare se sussistano i presupposti per l’una o per l’altra tutela, oppure, e preferibilmente, per entrambe, così che diventa possibile difendersi dal plagio nel modo migliore.