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Brevetto: Cittadino straniero brevetta in Italia

Un cittadino straniero può brevettare qualcosa in Italia?

A livello internazionale si sta lavorando già da molti anni per giungere ad un’armonizzazione delle legislazioni e consentire una parità di trattamento tra i cittadini dei diversi stati.

Nella maggior parte dei casi questo obiettivo viene raggiunto in base al “principio di reciprocità” per cui uno stato concede certi privilegi allo straniero purché lo stato dello straniero li garantisca al cittadino, oppure vengono sottoscritti accordi specifici in tal senso tra più nazioni in modo da creare una collaborazione che facilita le transazioni di ogni genere. Così negli anni settanta la Convenzione dell’Unione di Parigi stabilì una parità di trattamento tra i cittadini dei paesi che facevano parte dell’Unione, parità che veniva estesa anche ai non cittadini che avessero la residenza o una sede stabile in un paese dell’Unione.

Ma c’è di più. Il Codice sulla Proprietà Industriale, andando oltre quanto previsto nelle convenzioni internazionali, stabilisce all’art. 3 che
«ai cittadini di ciascun Stato facente parte della Convenzione di Parigi, testo di Stoccolma ovvero della Organizzazione mondiale del commercio ed ai cittadini di Stati non facenti parte delle suddette Convenzioni (…) è accordato, per le materie di cui al presente codice, lo stesso trattamento accordato ai cittadini italiani» indipendentemente dal principio di reciprocità e dall’esistenza di eventuali accordi internazionali.

Pertanto uno straniero può validamente brevettare la sua invenzione in Italia senza doversi recare nel suo paese.