La tutela del diritto d’autore

La tutela vale anche nel web

La tutela del diritto d’autore è garantita anche per quei testi, immagini, disegni, foto e tutto ciò che si trova “disponibile” in rete e che può per questo sembrare (erroneamente) liberamente appropriabile.

I diritti conferiti dalla legge sul diritto d’autore riguardano anche tutto ciò che viene pubblicato in Internet.

I diritti d’autore si distinguono in due grandi categorie: i diritti di utilizzazione economica ed i diritti morali.

Per quanto attiene i diritti economici la legge distingue, a seconda del tipo di opera, tra diritti primari e diritti secondari o connessi.

I diritti primari sono quelli che vengono conferiti alle opere che godono di una protezione piena del diritto d’autore. I diritti connessi sono invece diritti che si “aggiungono” ai diritti principali e che hanno una portata o una durata minore.

Esistono poi i diritti “sui generis” che riguardano alcuni tipi di opere, in particolare le banche dati.

In questo momento noi ci occupiamo dei diritti primari.
I diritti primari conferiscono all’autore dell’opera il diritto di:

  • pubblicare ed utilizzare l’opera in ogni forma e modo;
  • riprodurre l’opera, moltiplicandola con qualsiasi mezzo;
  • eseguire, rappresentare o recitare in pubblico;
  • diffondere, con mezzi di diffusione a distanza;
  • distribuire e commercializzare con qualsiasi mezzo;
  • tradurre, elaborare, trasformare l’opera;
  • noleggiare;
  • dare in prestito.

Il fatto che il diritto sia riservato all’autore significa che nessun altro potrà effettuare una o più delle operazioni di cui sopra senza ottenere il consenso dall’autore e, quasi sempre, senza corrispondergli il relativo compenso.

A fianco di questi diritti, che regolano gli aspetti economici dello sfruttamento dell’opera, esistono poi i diritti morali dell’autore.

Il diritto morale è il diritto di essere riconosciuto come autore di un’opera e di impedire che altri possano modificarla senza il suo consenso.

L’art. 20 LA prevede che « l’autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell’opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell’opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione».

Il deposito presso un ente (in Italia la SIAE) che certifichi la paternità dell’opera è quindi fortemente consigliato per evitare plagi o altri abusi.

Per la procedura di deposito è opportuno rivolgersi ad un consulente, visto che può risultare molto complessa.

Contattaci ora all’indirizzo mail [email protected], per una consulenza.

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