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Per difendere la tua idea dalle contraffazioni occorre scegliere la protezione più efficace, attraverso l’aiuto di un esperto.

Avv. Chiara Morbidi

Avv. Chiara Morbidi

Responsabile del Settore Legale

Qui di seguito trovi elencati gli argomenti principali sulla materia per aiutarti a fare chiarezza.

  1. Come evitare di essere copiati
  2. Come tutelare brevetti, marchi, design
  3. Come tutelare il diritto d’autore
  4. Come tutelare il segreto commerciale ed il know-how
  5. Come prevenire e fermare la concorrenza sleale
  6. Violazione di copyright
  7. Contraffazione marchio
  8. Contraffazione brevetto
  9. Contraffazione design
  10. Lettere di diffida
  11. Come difendersi se si è accusati di avere violato un brevetto
  12. Come difendersi se si è accusati di avere violato un marchio
  13. Rispondere ad una lettera di diffida brevetto
  14. Rispondere ad una lettera di diffida marchio
  15. Come ottenere il risarcimento dei danni
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Come evitare di essere copiati

Le buone idee sono preziose: è importante proteggerle bene

Purtroppo spesso chi ha una buona idea sottovalutata l’importanza di tutelarla, pensando di potere fare valere i propri diritti solo per il fatto di esserne l’autore. In realtà non è così.

Se si inventa un nuovo prodotto, non si ottiene alcun diritto se non si procede a depositarne il brevetto. Ma c’è di più.

La protezione che si ottiene non è legata all’invenzione che si è fatto ma al testo del brevetto per come è stato scritto. Mi spiego meglio.

In caso di contraffazione il Giudice non confronterà l’oggetto inventato con l’oggetto copiato, ma prenderà in considerazione solo il testo del brevetto, la sua descrizione, i disegni e valuterà se l’oggetto copiato corrisponde alla descrizione del testo del brevetto.

Se si comprende questo meccanismo si capisce anche quanto sia importante brevettare bene la propria invenzione.

Avere un timbro o un numero di brevetto non serve a niente se non viene predisposta una documentazione adeguata e ben fatta che possa garantire una tutela reale.

Lo stesso vale per la tutela del design e del marchio, anche se in modo diverso, per cui la prima regola per evitare di essere copiati è quella di rivolgersi ad una persona competente che sappia assisterti nel modo migliore.

Ti ricordo che solo gli iscritti all’Ordine dei Mandatari Brevetti e gli Avvocati possono depositare domande di brevetto in Italia.

L’Ing. Mario Emmi , mandatario italiano ed europeo, è la persona giusta per difendere al meglio i tuoi diritti.

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Come tutelare brevetti, marchi, design

Per proteggere un brevetto occorre depositare un’apposita domanda a cui deve essere allegata una complessa documentazione, composta da una descrizione, da disegni tecnici e dalle rivendicazioni che sono il cuore della protezione dell’invenzione.

La documentazione deve essere preparata seguendo una logica di scrittura e di impostazione dei disegni molto particolare finalizzata non tanto a fare capire nei dettagli come funziona l’invenzione quanto ad evidenziare il principio inventivo.

Solo un esperto in brevetti è in grado di preparare una documentazione adeguata, mentre un tecnico generico, per quanto bravo nel suo lavoro, non può essere in grado di farlo con la dovuta competenza.

Per tutelare il design occorre procedere con la registrazione del disegno o modello. Per quanto sia più semplice di un brevetto, la registrazione del design è molto delicata in quanto tutta la difesa è legata strettamente al modo in cui il prodotto viene presentato all’Ufficio.

Depositare una vista sbagliata o un disegno complessivo piuttosto che un particolare cambia completamente il tipo di protezione che si ottiene e conseguentemente il tipo di difesa che si può ottenere.

Se ad esempio voglio tutelare un particolare tipo di fibbia per borse ma anziché depositare solo il disegno della fibbia deposito una foto dell’intera borsa, potrei avere parecchie difficoltà ad impedire ad altri di utilizzare quella fibbia su borse completamente diverse.

Anche il marchio deve essere registrato perché possa essere protetto.

Nel caso del marchio ci sono molte scelte da compiere prima di procedere con il deposito. È infatti importante valutare se convenga depositare il marchio grafico o verbale, se sia sufficiente una sola registrazione o più di una e soprattutto è importante identificare correttamente le classi di prodotti e servizi.

Non tutti sanno che un marchio è protetto solo per i prodotti ed i servizi che sono indicati nella domanda di registrazione.

Sbagliare nell’individuazione dei prodotti può significare non avere alcuna tutela.

Anche per il marchio, come per il brevetto e per il design, avere un timbro ed un numero di registrazione non serve a niente se la pratica non è stata adeguatamente preparata o se sono stati commessi errori in sede di deposito.

Avv. Chiara Morbidi

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Come tutelare il diritto d’autore

Per ottenere la tutela di opere protette dal diritto d’autore, in teoria, non è necessario alcun deposito, ma è indispensabile potere dimostrare in modo certo di esserne l’autore e di avere realizzato l’opera per primo.

Per questo è utile ricorrere al deposito dell’opera attraverso canali ufficiali.

Gli unici depositi previsti dalla legge sono

  • il deposito presso la SIAE dell’opera inedita, da effettuare per tutelare l’opera prima di mostrarla all’esterno;
  • il deposito dell’opera pubblicata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Qualsiasi altro deposito, presso un Notaio o, peggio, presso siti Internet non hanno un valore ufficiale e costituiscono solo un mezzo empirico per dimostrare la paternità, potendo tra l’altro essere più facilmente oggetto di contestazione.

Ufficio Brevetti ha un professionista interno specializzato nella tutela del copyright, l’Avv. Chiara Morbidi, che saprà indicarti le soluzioni migliori per difendere le tue creazioni.

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Come tutelare il segreto commerciale ed il know-how

In un contesto economico globalizzato, di libera concorrenza e ultra connesso, riveste sempre più un ruolo strategico per l’impresa la protezione e difesa dei propri segreti commerciali, vitali per la competitività delle imprese nonché per il loro sviluppo e capacità innovativa.

È quindi molto importante per un’azienda proteggere i propri segreti commerciali che consistono nell’insieme delle informazioni aziendali (comprese quelle commerciali ed amministrative), del know-how e delle informazioni ed esperienze tecnico-industriali, soggette al controllo dell’azienda.

Perché tali informazioni siano proteggibili è però necessario che, come previsto dall’art. 98 del Codice della Proprietà Industriale, siano segrete, abbiano valore economico in quanto segrete e siano sottoposte a misure ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete.

Al fine di proteggere in modo adeguato le informazioni ed esperienze come segreti commerciali è necessario quindi procedere con una serie di passaggi preliminari quali l’identificazione delle informazioni e delle risorse dell’azienda, la descrizione e classificazione delle informazioni e dei documenti e l’impostazione degli strumenti e delle misure di sicurezza.

Queste misure di protezione sono molto importanti anche per poter tutelare i propri segreti commerciali in giudizio: difatti solo le informazioni adeguatamente protette potranno essere riconosciute e potranno quindi essere azionate contro il soggetto che le ha violate o illecitamente sottratte.

Il nostro studio potrà fornirti tutta l’assistenza necessaria sia nella fase di consulenza per lapredisposizione di tutte le misure necessarie per la protezione dei tuoi segreti commerciali che in quella di un’eventuale difesa in giudizio.

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Come prevenire e fermare la concorrenza sleale

La concorrenza sleale è un fenomeno insidioso, non sempre facile da bloccare.

Chi pone in essere atti di concorrenza sleale usa spesso mezzi subdoli e accorgimenti di ogni tipo per cercare di mettersi sulla scia del concorrente imitato senza tuttavia copiarlo in modo espresso e limpido, proprio per cercare di evitare di essere trascinato in giudizio.

Il concorrente sleale quindi non copia in modo palese, ma imita, si ispira ai prodotti o a servizi e marchi altrui, apportano tutta una serie di modifiche che rendono più difficile aggredirlo.

Prevenire questo fenomeno non è affatto semplice, ma sicuramente è importante proteggere il più possibile tutte le innovazioni aziendali, dai processi produttivi, ai metodi, ai prodotti, ai marchi e soprattutto al design.

Oltre a depositare tutto ciò che è possibile per avere un titolo da potere fare valere in giudizio, è importante tutelare tutti i segreti commerciali ed il know-how ricorrendo alle apposite procedure di secretazione.

Infine, è importante conservare tutta la rassegna stampa, la pubblicità, foto e cataloghi di partecipazioni a fiere, tutto, ma proprio tutto quello che l’azienda fa per promuovere i propri marchi, i prodotti ed i servizi.

Di particolare interesse sono anche le pubblicazioni online, sia su siti Internet che su social network, che andrebbero periodicamente conservati digitalmente con data certa.

La raccolta di questo materiale può rilevarsi di fondamentale importanza in caso di concorrenza sleale.

Il concorrente sleale, infatti, di solito non imita solo un aspetto dell’impresa altrui ma copia più cose, per cui potere dimostrare l’agganciamento sotto più punti di vista aiuta nella difesa.

Se stai subendo una concorrenza sleale è comunque sempre fondamentale fare un’analisi preliminare del caso per impostare la corretta strategia. Una mossa affrettata può infatti compromettere l’esito di qualsiasi azione.

Spesso si chiede una tutela per violazione di copyright quando, in realtà, si è subito la violazione di un proprio diritto d’autore.

I due termini non sono sinonimi. Il copyright si riferisce ad una normativa di stampo anglosassone, mentre la normativa europea è regolamenta da tutta una serie di norme che proteggono, appunto, il diritto d’autore che tutela non solo il c.d. “diritto di copia” ma anche tutta una serie di diritti ulteriori, tra cui il diritto morale ad essere riconosciuto autore di una determinata opera.

Le violazioni del diritto d’autore possono quindi essere molteplici.

Si può subire una violazione se viene copiato il testo una nostra pagina Internet, ma anche se il testo non è stato copiato “tale e quale” ma è stato modificato ed alterato, lasciando comunque perfettamente riconoscibile il testo di base.

Lo stesso dicasi per le foto. Utilizzare la foto altrui e modificarla non solo non evita il plagio, ma lo peggiora, perché oltre alla copia c’è anche l’alterazione non consentita senza il consenso dell’autore.

I quadri, le canzoni, la musica, ma anche le banche dati, i software, sono tutte opere protette dalla legge sul diritto d’autore, Legge 22.04.1941 n. 633, novellata più volte nel corso degli anni.

Si può subire una violazione del diritto d’autore molto più spesso di quanto si creda, anche perché con l’uso massivo di Internet si è creata una sorta di convincimento che ciò che è in rete si possa liberamente utilizzare, cosa che invece assolutamente non è.

Se avete subito una violazione e volete difendervi, avete a disposizione molti strumenti, giudiziali e stragiudiziali.

L’importante è inquadrare bene il caso e scegliere i mezzi giusti.

La legge sul diritto d’autore ti consente di potere intervenire anche in tempi molto rapidi, bloccando l’illecito in modo efficace, ma bisogna rivolgersi ad un avvocato esperto della materia che la conosca e sappia applicarla bene e rapidamente.

I nostri avvocati sapranno guidarvi ed aiutarvi a trovare la soluzione migliore perché possiate ottenere giustizia nel modo più efficace.

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Contraffazione marchio

Capita spesso che un’impresa copi il marchio di un concorrente.

Questo può avvenire con dolo, in quanto si intende mettersi sulla scia del concorrente e sfruttare al pubblicità e la fama del suo marchio, oppure può avvenire in modo incolpevole perché non si sa che quel marchio è già registrato da altri.

Il primo caso di contraffazione è ovviamente più grave, perché alla contraffazione del marchio si aggiungono  spesso altre attività, quali pubblicità o messaggi promozionali di varia natura, finalizzate adirottare verso di sé clienti dell’azienda titolare del marchio.

In tal caso l’azione difensiva dovrà essere molto forte ed il più possibile immediata per bloccare rapidamente l’uso del marchio simile ed evitare di perdere clienti, fama e, per quanto riguarda Internet, posizionamento sul web e di conseguenza sul mercato.

Dal punto di vista legale, però, la contraffazione di marchio “involontaria” è illecita allo stesso pari della prima e non è né meno dannosa né trattata in modo più morbido dall’ordinamento.

Tutti i marchi registrati sono contenuti in banche dati accessibili al pubblico, per cui un imprenditore prima di adottare, o registrare, un marchio, dovrebbe accertarsi che esso sia libero e non già registrato da altri.

Se non lo fa commette un illecito e non potrà mai scusarsi dicendo “non sapevo che fosse registrato”, perché è un suo preciso dovere verificare che non lo sia.

Quindi anche chi adotta in buona fede un marchio identico o simili al marchio altrui, ne risponde come contraffattore e può essere citato in giudizio sia per ottenere la cessazione dell’uso del marchio sia per il risarcimento dei danni.

Pertanto se qualcuno sta utilizzando un marchio, identico o simile, al tuo marchio registrato, puoi e devi agire il prima possibile per arginare gli effetti negativi di questo fenomeno.

Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono molti: dall’azione inibitoria, per bloccare immediatamente l’uso, al sequestro dei prodotti recanti il marchio contraffatto, alla causa ordinaria per il risarcimento dei danni.

Si tratta di instaurare una causa legale che però, salvo che per il risarcimento del danno che richiede più tempo, è spesso rapidissima e si può risolvere anche in poche settimane grazie all’utilizzo di apposite procedure di urgenza.

Si tratta di procedure specifiche e complesse che solo avvocati con una lunga esperienza nel settore posso utilizzare in modo davvero efficace.

I nostri avvocati sono abituati ad utilizzare queste procedure per potere intervenire rapidamente e consentire a chi ha subito una contraffazione di fermare l’uso illecito del proprio marchio.

Se invece vi trovate nella situazione opposta, di avere copiato senza volerlo il marchio di un concorrente, non tutto è perduto e si possono valutare argomenti difensivi a vostro favore.

L’importante è contattare un avvocato esperto che sappia trovare una qualche eccezione, una giustificazione, una precedente sentenza che possa aiutarvi a difendervi ed a non pagare un copioso risarcimento danni.

Tra le tante soluzioni può esserci anche quella di tentare un accordo amichevole (c.d. transattivo) con il titolare del marchio, per ridurre i danni ed evitare conseguenze negative in capo a chi ha copiato.

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Contraffazione brevetto

Può capitare che un’impresa copi un prodotto altrui o che comunque realizzi un prodotto o attui un metodo in buona fede, non sapendo che è brevettato da altri, e si trovi in seria difficoltà.

Infatti, che sia voluta o meno, la contraffazione è sempre illecita e l’impresa che l’ha subita si deve difendere in modo rapido per evitare effetti negativi.

Nessuno contraffattore può difendersi dicendo di non sapere dell’esistenza del brevetto.

Tutti i brevetti sono contenuti in banche dati accessibili al pubblico, per cui un imprenditore prima di realizzare un nuovo prodotto, dovrebbe accertarsi che esso non violi il brevetto di altri.

Nella pratica questo purtroppo avviene assai raramente.

Le aziende infatti si preoccupano di fare verificare la libera riproducibilità di un oggetto solo quando hanno un qualche sospetto che possa esserci un brevetto, ma non in ogni caso.

Quindi anche chi copia un brevetto altrui in modo involontario, ne risponde come contraffattore e può essere citato in giudizio dal titolare del brevetto sia per ottenere la cessazione della produzione e vendita del prodotto contraffatto, sia per il risarcimento dei danni.

Pertanto se qualcuno sta copiando un tuo brevetto, puoi e devi agire il prima possibile per arginare gli effetti negativi di questo fenomeno.

Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono molti: dall’azione inibitoria, per bloccare immediatamente la produzione e la commercializzazione dell’oggetto in questione o l’attuazione del metodo, al sequestro dei prodotti contraffatti, alla causa ordinaria per il risarcimento dei danni.

Si dovrà instaurare una causa legale che però, salvo che per il risarcimento del danno che richiede più tempo, è spesso rapidissima e si può risolvere anche in poche settimane grazie all’utilizzo di apposite procedure di urgenza.

Si tratta di procedure specifiche e complesse che solo avvocati con una lunga esperienza nel settore posso utilizzare in modo davvero efficace.

I nostri avvocati sono abituati ad utilizzare queste procedure per potere intervenire rapidamente e consentire a chi ha subito una contraffazione di fermare la produzione e la vendita dei prodotti copiati.

Se invece ti trovi nella situazione opposta, di avere copiato senza volerlo il prodotto di un concorrente, non tutto è perduto e si possono valutare argomenti difensivi a tuo favore.

L’importante è contattare un avvocato esperto che sappia trovare una qualche eccezione, una giustificazione, una precedente sentenza che possa aiutarvi a difendervi ed a non pagare un copioso risarcimento danni.

Una prima valutazione da fare, in tal caso, sarà in ordine alla validità del brevetto che potrà essere verificata svolgendo approfondite ricerche di anteriorità ed uno studio della c.d. “arte nota” che talvolta può riservare sorprese.

Tra le tante soluzioni può esserci anche quella di tentare un accordo amichevole (c.d. transattivo) con il titolare del brevetto, per ridurre i danni ed evitare conseguenze negative in capo a chi ha copiato.

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Contraffazione design

Può capitare che un’impresa imiti la forma di un prodotto altrui non sapendo che è registrato da altri o pensando che le poche modifiche che ha apportato siano sufficienti ad evitargli problemi.

In realtà l’imitazione di un modello registrato, che sia voluta o meno, è sempre illecita e l’impresa che l’ha subita si deve difendere in modo rapido per evitare effetti negativi.

Nessuno contraffattore può difendersi dicendo di non sapere dell’esistenza del modello o disegno registrato.

Tutti i modelli e disegni sono contenuti in banche dati accessibili al pubblico, per cui un imprenditore prima di realizzare un prodotto dalla forma particolare, dovrebbe accertarsi che quella forma non sia già stata registrata da altri.

Nella pratica questo purtroppo avviene assai raramente.

Le aziende infatti si preoccupano di fare verificare la libera riproducibilità di un oggetto solo quando hanno un qualche sospetto che possa esserci un modello o disegno registrato, ma non in ogni caso.

Chi copia la forma di un modello o di un designo registrato altrui ne risponde come contraffattore e può essere citato in giudizio dal titolare del modello o disegno registrato sia per ottenere la cessazione della produzione e vendita del prodotto contraffatto, sia per il risarcimento dei danni.

Pertanto se qualcuno sta copiando un tuo modello o disegno registrato, puoi e devi agire il prima possibile per arginare gli effetti negativi di questo fenomeno.

Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono molti: dall’azione inibitoria, per bloccare immediatamente la produzione e la commercializzazione dell’oggetto, al sequestro dei prodotti contraffatti, alla causa ordinaria per il risarcimento dei danni.

Si deve instaurare una causa legale che però, salvo che per il risarcimento del danno che richiede più tempo, è spesso rapidissima e si può risolvere anche in poche settimane grazie all’utilizzo di apposite procedure di urgenza.

Si tratta di procedure specifiche e complesse che solo avvocati con una lunga esperienza nel settore posso utilizzare in modo davvero efficace.

Se invece vi trovate nella situazione opposta, di avere copiato senza volerlo il prodotto di un concorrente, non tutto è perduto e si possono valutare argomenti difensivi a vostro favore.

L’importante è contattare un avvocato esperto, che sappia trovare una qualche eccezione, una giustificazione, una precedente sentenza che possa aiutarvi a difendervi ed a non pagare un copioso risarcimento danni.

Una prima valutazione da fare, ad esempio, sarà in ordine alla validità del disegno o modello registrato che potrà essere verificata svolgendo approfondite ricerche di anteriorità ed uno studio della c.d. “arte nota” che talvolta può riservare sorprese.

Tra le tante soluzioni può esserci anche quella di tentare un accordo amichevole (c.d. transattivo) con il titolare del modello o disegno registrato, per ridurre i danni ed evitare conseguenze negative in capo a chi ha copiato.

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Lettera di diffida

Quando ci si accorge di essere copiati o che qualcuno viola un nostro diritto o sta compiendo atti di concorrenza sleale, si ha l’urgenza di intervenire subito e la prima cosa che si pensa di fare è quella di inviargli un atto di diffida con cui gli si chiede di cessare il comportamento che sta tenendo.

La diffida è in effetti uno strumento utile ma per quanto sia apparentemente facile scrivere due righe in cui si fanno presente all’altra parte le proprie ragioni e gli si chiede di cessare di fare cosa sta facendo, la lettera di diffida è un atto estremamente delicato e deve essere ben ponderato.

Inviare una tale lettera significa “dichiarare guerra” all’avversario e la prima regola di ogni contenzioso è quella di armarsi bene prima di muoversi.

La lettera di diffida deve quindi sempre essere preceduta da uno studio del caso, dall’esame concreto delle ragioni e dei torti, ed eventualmente anche dalla messa in atto di azioni preliminari che possono rivelarsi armi fondamentali nel caso in cui alla lettera la controparte non ceda al primo colpo.

Prima di scrivere ci si deve preparare ad una battaglia legale. Anche se ci auguriamo che non avvenga, senza questa preparazione si rischia di trovarci spiazzati nel caso in cui, come spesso capita, l’altra parte non abbia la minima intenzione di cedere.

La preparazione preliminare serve anche ad impostare meglio la lettera di diffida.

Purtroppo molte volte si rivolgono ai nostri legali soggetti che, nell’impeto, hanno inviato o fatto inviare da terzi professionisti, una diffida che non solo non ha sortito l’effetto voluto ma che ha peggiorato la situazione in quanto vengono fatte affermazioni che, in vista di una strategia più ampia o a seguito di un esame più approfondito, si rivelano a dir poco inopportune.

Altre volte la diffida crea danni maggiori, perché una volta avvertito, il concorrente comincia a porre in essere azioni che rendono più difficile aggredirlo, ad esempio, in caso di contraffazione via Internet, cambiando l’intestazione del dominio o la gestione del sito Internet, oppure, in casi più ordinari, facendo sparire la merce sospetta o cose simili.

Il consiglio è quindi quello di non essere impulsivi.

Quando vi accorgete o temete di essere copiati dovete per prima cosa cercarvi un avvocato esperto in queste materie e contattarlo il prima possibile.

Questa è la cosa giusta da fare.

Non fate come fanno molti che arrivano da noi dopo che è già stata scritta una o a volte anche due lettere e consultate i nostri professionisti prima di muovere qualsiasi passo.

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Come difendersi se si è accusati di avere violato un brevetto

Se avete messo in commercio un prodotto e qualcuno vi ha scritto o contattato o, peggio ancora vi ha fatto causa, sostenendo che state copiando un suo brevetto, dovete immediatamente cercare un avvocato esperto in brevetti, meglio se ha all’interno del suo studio un ingegnere mandatario brevetti.

È infatti necessario intervenire prontamente per valutare, a livello tecnico con gli strumenti che solo il mandatario brevetti ha, se il brevetto dell’altra parte è valido e se il vostro prodotto è o meno in contraffazione.

Per potere fare questa analisi devono essere utilizzati i ragionamenti previsti dalla normativa in materia di brevetti e non è sufficiente limitarsi a guardare le possibili differenze esteriori.

Il brevetto è governato dalle “rivendicazioni” che indicano il contenuto dell’invenzione e che sono spesso scritte in modo non solo ampio ma anche di difficile lettura per chi non faccia questo lavoro.

Il mandatario brevetti sa interpretare il contenuto delle rivendicazioni e sulla loro base potrà svolgere una ricerca di anteriorità per verificare se quelle caratteristiche oggetto del brevetto sono davvero innovative o se, per caso, non fossero piuttosto già note prima del deposito della domanda di brevetto altrui.

Il fatto che il brevetto sia stato concesso potrebbe infatti non essere sufficiente a stabilire la validità del brevetto, in quanto potrebbe essere sfuggito all’esaminatore un documento anteriore invalidante che potrebbe fare la vostra salvezza.

Nel caso in cui il brevetto si confermi valido, e comunque in ogni caso, si procede poi ad effettuare una valutazione di contraffazione, confrontando le caratteristiche tecniche dell’oggetto che si presume copiato con le caratteristiche descritte nelle rivendicazioni.

Anche questa parte del lavoro è piuttosto complessa e molto tecnica, ma talvolta si può riuscire a trovare la soluzione giusta per uscire dal vincolo del brevetto.

Avv. Chiara Morbidi

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Come difendersi se si è accusati di avere violato un marchio

Se vi accorgete di avere copiato un marchio altrui o se qualcuno vi ha scritto o contattato o, peggio ancora vi ha fatto causa, sostenendo che state copiando un suo marchio, dovete immediatamente cercare un avvocato esperto in marchi ed in diritto industriale.

È infatti necessario intervenire prontamente per valutare, a livello tecnico, se sussistono i presupposti della contraffazione.

Una prima parte del lavoro riguarderà la validità del marchio anche se, nel caso in cui il marchio sia un nome di fantasia, è piuttosto difficile riuscire a sostenerne la nullità.

Questa analisi è comunque molto utile e talvolta può offrire buoni argomenti difensivi in caso di marchi generici, descrittivi o quando si trovi un qualche vizio nella procedura di registrazione.

La parte più importante del lavoro, in caso di contraffazione marchio, è però rappresentata dall’analisi tecnico-legale che deve essere fatta per dimostrare che i due marchi non sono in realtà simili.

Anche in questo caso non è sufficiente dire con parole semplici che i due marchi sono diversi, ma occorre utilizzare tutti gli strumenti tecnici che solo l’esperto marchi sa usare, per dimostrare sulla base delle Direttive EUIPO oltre che sulla giurisprudenza nazionale, che i marchi sono diversi a livello fonetico, grafico, semantico e che divergono nell’impressione globale.

Per potere fare questa analisi devono essere utilizzati i ragionamenti previsti dalla normativa in materia di marchi e non è sufficiente limitarsi a guardare le possibili differenze esteriori.

Questa parte del lavoro è piuttosto complessa e molto tecnica ma si può riuscire a trovare la soluzione giusta per uscire dal vincolo del brevetto.

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Rispondere ad una lettera di diffida brevetto

La risposta ad una lettera di diffida, al pari dell’invio di una diffida, è un atto solo apparentemente semplice ma in realtà di una difficoltà e di una pericolosità da non sottovalutare.

Se avete ricevuto una tale lettera significa  che qualcuno vi ha “dichiarato guerra” ed, a meno che non sia una sprovveduto, ciò vuole dire che si è preso il tempo per esaminare la situazione ed è pronto a qualsiasi evenienza.

La lettera di diffida, a meno che non sia incauta, è sempre preceduta da uno studio del caso, dall’esame concreto delle ragioni e dei torti, ed eventualmente anche dalla messa in atto di azioni preliminari che possono rivelarsi armi fondamentali nel caso in cui alla lettera la controparte non ceda al primo colpo.

Per questo prima di rispondere dovranno essere effettuate tutte le analisi del caso.

Purtroppo molte volte si rivolgono ai nostri legali soggetti che, nell’impeto, hanno inviato o fatto inviare da terzi professionisti, una risposta ad una diffida che ha peggiorato la situazione o, peggio, compromesso in parte la difesa.

Il consiglio è quindi quello di non essere impulsivi.

Quando vi accorgete o temete di essere copiati dovete per prima cosa cercarvi un avvocato esperto in queste materie e contattarlo il prima possibile.

Per potere intervenire efficacemente devono essere utilizzati i ragionamenti previsti dalla normativa in materia di brevetti e non è sufficiente limitarsi a guardare le possibili differenze esteriori.

Il brevetto è governato dalle “rivendicazioni” che indicano il contenuto dell’invenzione e che sono spesso scritte in modo non solo ampio ma anche di difficile lettura per chi non faccia questo lavoro.

Il fatto che il brevetto sia stato concesso potrebbe infatti non essere sufficiente a stabilire la validità del brevetto, in quanto potrebbe essere sfuggito all’esaminatore un documento anteriore invalidante che potrebbe fare la vostra salvezza.

Nel caso in cui il brevetto si confermi valido, e comunque in ogni caso, l’Ing. Emmi procede poi ad effettuare una valutazione di contraffazione, confrontando le caratteristiche tecniche dell’oggetto che si presume copiato con le caratteristiche descritte nelle rivendicazioni.

Anche questa parte del lavoro è piuttosto complessa e molto tecnica, ma talvolta si può riuscire a trovare la soluzione giusta per uscire dal vincolo del brevetto.

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Rispondere ad una lettera di diffida marchio

La risposta ad una lettera di diffida, al pari dell’invio di una diffida, è un atto solo apparentemente semplice ma in realtà di una difficoltà e di una pericolosità da non sottovalutare.

Se avete ricevuto una tale lettera significa  che qualcuno vi ha “dichiarato guerra” ed, a meno che non sia una sprovveduto, ciò vuole dire che si è preso il tempo per esaminare la situazione ed è pronto a qualsiasi evenienza.

La lettera di diffida, a meno che non sia incauta, è sempre preceduta da uno studio del caso, dall’esame concreto delle ragioni e dei torti, ed eventualmente anche dalla messa in atto di azioni preliminari che possono rivelarsi armi fondamentali nel caso in cui alla lettera la controparte non ceda al primo colpo.

Per questo prima di rispondere dovranno essere effettuate tutte le analisi del caso.

Purtroppo molte volte si rivolgono ai nostri legali soggetti che, nell’impeto, hanno inviato o fatto inviare da terzi professionisti, una risposta ad una diffida che ha peggiorato la situazione o, peggio, compromesso in parte la difesa.

Il consiglio è quindi quello di non essere impulsivi.

Quando vi accorgete o temete di essere copiati dovete per prima cosa cercarvi un avvocato esperto in queste materie e contattarlo il prima possibile.

È infatti necessario intervenire prontamente per valutare, a livello tecnico, se sussistono i presupposti della contraffazione.

Una prima parte del lavoro riguarderà la validità del marchio anche se, nel caso in cui il marchio sia un nome di fantasia, è piuttosto difficile riuscire a sostenerne la nullità.

Questa analisi è comunque molto utile e talvolta può offrire buoni argomenti difensivi in caso di marchi generici, descrittivi o quando si trovi un qualche vizio nella procedura di registrazione.

La parte più importante del lavoro, in caso di contraffazione marchio, è però rappresentata dall’analisi tecnico-legale che deve essere fatta per dimostrare che i due marchi non sono in realtà simili.

Anche in questo caso non è sufficiente dire con parole semplici che i due marchi sono diversi, ma occorre utilizzare tutti gli strumenti tecnici che solo l’esperto marchi sa usare, per dimostrare sulla base delle Direttive EUIPO oltre che sulla giurisprudenza nazionale, che i marchi sono diversi a livello fonetico, grafico, semantico e che divergono nell’impressione globale.

Per potere fare questa analisi devono essere utilizzati i ragionamenti previsti dalla normativa in materia di marchi e non è sufficiente limitarsi a guardare le possibili differenze esteriori.

Questa parte del lavoro è piuttosto complessa e molto tecnica ma si può riuscire a trovare la soluzione giusta per uscire dal vincolo del brevetto.

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Come ottenere il risarcimento dei danni

Chi ha subito la contraffazione di un proprio brevetto, marchio, design, o il plagio di un diritto d’autore o una concorrenza sleale ha come obiettivo principale quello di fermare il contraffattore ma ha anche il pieno diritto di ottenere il risarcimento dei danni.

Per richiedere i danni occorre instaurare un giudizio di merito in quanto non è previsto alcun risarcimento danni nella fase di urgenza che può durare anche poche settimane, in cui si agisce per bloccare la commercializzazione dei prodotti contraffatti.

I tempi sono quindi più lunghi, ma la legge mette a disposizione strumenti molto validi che consento a chi ha subito una contraffazione di potere ottenere il risarcimento dei danni in modo efficace.

Si potrà infatti chiedere al contraffattore di pagare il “danno emergente”, ovvero di rimborsare tutte le spese sostenute a causa della contraffazione, ed il “lucro cessante” che rappresenta tutte le perdite di profitto dovute all’atto illecito.

Mentre la prima voce di danno è facile da dimostrare, la seconda è più difficile in quanto non sempre si ha modo di potere conoscere con esattezza la perdita totale in termini di guadagno derivante dalla contraffazione.

Per questo la nostra normativa prevede la possibilità di chiedere, in alternativa o in aggiunta al lucro cessante, la “retroversione degli utili”, ovvero la restituzione a favore del soggetto che ha subito il danno di tutti gli utili realizzati dal contraffattore.

Qualora questi criteri non risultino sufficienti si potrà inoltre sempre chiedere al contraffattore di corrispondere un risarcimento del danno calcolato sulla base della “giusta royalty”. In pratica si tratterà di calcolare quanto il contraffattore avrebbe dovuto pagare al soggetto che ha subito il plagio se avesse pagato una royalty di mercato (fingendo che si sia dato in licenza il brevetto, marchio, design) ed a questa royalty viene aggiunta una percentuale ulteriore a titolo “punitivo”.

Oltre ai danni economici si può anche richiedere il “danno morale” che solitamente si calcola come una percentuale aggiuntiva del danno economico.

Si tratta di strumenti molto efficaci ed innovativi ma che devono essere saputi usare.

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